Hai voglia di conoscere delle blogstar? E magari di offrir loro da bere?
Accontentati di noi!
(ma da bere lo accettiamo comunque: per me un cubalibre, grazie)
Questo mercoledì, 30 Aprile, alle 22, ci trovate (me e Simoneonline di sicuro) al MOM - VIALE MONTENERO 51, MILANO.
(ps: solitamente stiamo davanti alla vetrina di fronte ai giardini pubblici, in cerca di una cartina)
Spero che un giorno Bill Gates passi di qui e leggendomi esclami: "Questo Spad deve smettere di fare l'informatico..
..ad ogni costo!"
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Template e grafica:
 SimoneOnline
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD
EGOPASS
La spagnola è quella posizione del sesso in cui lei masturba lui usando il seno.
Io, che in Spagna ci ho vissuto, tutte queste grandi tettone non ne ho viste.
Tutte magre, bel culo, abbronzate, ma difficilmente superavano la seconda.
Una volta, a Santa Cruz, sono stato con una calabrese che parlava la lingua.
Le ho chiesto di farmi la spognola e mi ha starnutito in faccia.
Volevo una notte di fuoco ed ho avuto una settimana d'influenza.
La missionaria è quella posizione del sesso in cui lei sta sotto lui, viso a viso.
Io, lo ammetto, godo un sacco farlo così, non è mica monotono come dicono.
E di missionario in colei che mi stava sotto ci ho visto sempre poco.
Una volta, dietro ad un oratorio, l'ho fatto con una che insegnava catechismo.
Ci vedevamo ormai da un po', le ho chiesto di farlo per una volta alla missionaria.
Aveva capito male e mi è toccato strapparle il crocefisso di mano.
La pecorina è invece quella posizione del sesso.. vabbè, che ve lo dico a fare.
Io non ho molta esperienza nella pastorizia, ma credo sia un animale sbagliato.
Perché più che da pecora, lei di solito ti guarda con occhi da lupa.
Una volta sola mi è successo di sentire una specie di belato.
Avevo chiesto alla mia ragazza di girarsi, che volevo farlo alla pecorina.
Appena entro, mi strilla: "Beeeeeeeeeeèè? Ti sembro un caprone?"
Insomma, spagnola, missionaria, pecorina, smorzacandela, bicicletta, sessantanove, sono tutti termini fuorvianti. Non si capisce mai bene, si fa confusione, credi una cosa e ne succede un'altra. Non si capisce una mazza, ognuno va per i cazzi suoi, lei magari sente bega per tega e t'infila un gomito nel rene, ci si fa male, si resta indecisi sul da farsi, un casino. Che fottuto casino!
Basta Amore, ci vuole chiarezza.
Fàmolo strano, va bene, ma fàmolo ordinato.
Anche perché adesso sei una.
Ma pensa se un giorno chiamerai un paio di tue amiche.
Non vorrai stare ore ferma nel traffico, no?
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ARCHEOLOGIA EMOTIVA
La mia prima fidanzatina del liceo aveva grandi tette.
Quando ci lasciammo, capii che aveva messo un paletto nella mia esistenza relazionale.
Sotto la terza non sarei sceso.
Poi conobbi Sonia.
Matta. Ma matta proprio.
E seppi che una precisa non l'avrei mai più voluta.
Laura invece era dura.
Mi trattava anche male.
Presi il gusto della stronza. E le ragazze tenere non mi sarebbero più piaciute.
Daria era porca.
Una che non stava mai ferma con le mani.
Mani che dopo di lei non avrei mai più fermato.
Con Clara ridevo.
Tutto il tempo, per ogni cosa. Ridevamo dalla stessa parte.
E non ho mai smesso di cercare poi il suo sorriso.
Invece Micòl era sexy.
Brutta, antipatica, saccente ed orgogliosa. Ma maledettamente sexy.
Abbandonai volentieri il suo appartamento, ma non lo sguardo sui tacchi 10.
Maria era una scienza.
La mia enciclopedia personale. Sapeva tutto il mondo. Tranne me.
Ma da allora faccio ancora tante domande.
Viola, beh, Viola era artistica.
Recitava, suonava, disegnava, era un mondo più bello il suo. Calpestai le aiuole e mi cacciò.
Ma decisi che l'arte sarebbe antrata nella mia Vita attraverso una donna.
Ogni Amore pone un confine per l'Amore che verrà.
Ogni Amore finito continua quindi in quello seguente.
Ogni Amore del presente è modellato da quello del passato.
Se hai una quarta, se ragioni strano, se mi mandi a quel paese, se ti va di farlo in ascensore, se capisci le mie battute, se indossi autoreggenti, se sai come prendermi, se hai talento per qualcosa, Amore mio, è solo merito tuo.
Se è per come sei che mi piaci così tanto, è però merito anche di Sonia, Daria, Micòl, Viola e le altre, che hanno di volta in volta inciso sui miei gusti personali.
Facendomi arrivare a te.
E credimi Amore, è solo per questo che esco così spesso con le mie ex.
Per ringraziarle bene.
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Un'inchiesta di Repubblica fa scoppiare lo scandalo:
"Sesso in cambio di una camera".
Sempre più affittuari ottengono sconti, barattandoli con tre o quattro rapporti intimi mensili. E così, molte stundetesse, ma non solo, cedono i loro corpi per una manciata di metri quadri in cui abitare.
Ieri sono andato a vedere una casa, ma la padrona chiedeva molti soldi per un letto.
Mi stavo già spogliando, quando ha detto che voleva almeno tre mesi di anticipo.
Allora mi sono rivestito e sono tornato dalla mia ex.
Che per farmi entrare, chiede al massimo tre minuti di preliminari.
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INGIUSTIZIE
Se io mi dimentico un nome,
sono stronzo.
Se Moccia ci scrive un libro,
è romantico.

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CON LA SICUREZZA DEI PROFESSIONISTI
- Non m'importa, davvero.
- Davvero oggi non guarderai la partita?
- Giuro, verrò dai tuoi genitori a pranzo.
- Non hanno Sky.
- E allora? Mica esiste solo il calcio.
- Ho capito, Spad: stai fingendoti malato per impietosirmi.
- No, dico sinceramente, sono contento di vedere i tuoi.
- Ma è una partita decisiva.
- Non mi vuoi?
- No no, ti voglio, è che mi sembra strano. Di solito trovi sempre una scusa.
- La gente cambia.
- Spad, non tu.
- Eppure oggi non guarderò la partita e verrò dai tuoi.
- Ho capito, c'è un trucco sotto. Cosa sta succedendo?
- Niente, Amore.
- Oddio, mi hai tradita.
- No!
- Aspetti un figlio da un'altra?
- Ma scherzi?!
- Stai morendo.
- Amore, vaffanculo, no. Sono nel pieno delle mie facoltà psicofisiche e voglio passarmi una giornata tranquilla in giardino, a parlare di piante, ad ascoltare i racconti di tuo padre ed a pettinare la bambola della tua sorellina, perché altrimenti piange, poverina.
- Scusa Spad, sono stata una stupida a non pensarci: hanno sospeso il campionato, vero?
- No Amore, mi offendi così.
- Giocano il posticipo serale?
- Noooooo. Basta, non c'è trucco, non c'è inganno, credimi Amore.
- Scusa veramente allora. Davvero, sono commossa. I miei saranno felicissimi.
- Oh, hai capito finalmente.
- Immagino che adesso vorrai un pompino.
- Scusa?
- Ma sì, dai, non esiste al mondo che tu la domenica non ti guardi la partita. Ci dev'essere un motivo serio, a me non la racconti. E c'è solo una cosa al mondo che forse ti distoglierebbe dal calcio: il sesso.
- Invece niente, non voglio nemmeno quello. Andiamo piuttosto a fare una colazione-picnic in spiaggia? Sarà romantico.
- A Milano una spiaggia?
- Ci siederemo in riva ai Navigli e scambieremo piccioni per gabbiani, il cemento per rocce. Tanto il sole c'è, i riflessi dell'acqua pure.
- Ci manca solo che mi fai trovare un anello di fidanzamento nella brioche.
- Chissà..
- Oddio Spad, io scherzavo.
- E poi lo diciamo ai tuoi.
- Tu avevi veramente intenzione di chiedermi di sposarti?
- Perché dici "avevi". Ho intenzione di portarti all'altare.
- Beh, ecco..
- Non vuoi essere mia moglie?
- Ma dici sul serio?
- Certo.
- Madonna santa. Non so che rispondere. Anzi, sì che lo so.
- Bene.
- La risposta è no.
- No?
- Spad, io.. Insomma.. Non facciamo però come gli altri, che si lasciano. Solo che ora non sono pronta. Ma ti amo, davvero. Che fretta c'è?
- Pensavo che, no, vabbè, sono uno sfigato illuso.
- Invece no, sei un uomo splendido, l'uomo della mia vita. Ma sono giovane, devo ancora laurearmi, trovare la mia strada.
- Non ti fermerei.
- Ma tu poi, sei sempre precario nei tuoi slanci, hai le lune, un giorno vuoi trasferirti all'estero, quello dopo non ti alzi dal divano. Io ti adoro, no anzi, io ti amo proprio, ma non so se voglio passare tutta la mia vita con te. Volevo godermi questo momento dell'innamoramento. Insomma, pensavo piacesse anche a te. Non stiamo bene già così?
- Non ti preoccupare. Sto bene.
- Spad, non fare così.
- Lasciami solo, ti prego.
- Spad..
- Via!
- Va bene, scusa. Rispetto la tua voglia di stare solo. Senti, vado io dai miei. Tu stai qui, a rilassarti, e sappi che ti amo.
- Lo so. Ti amo anch'io.
- Allora io vado.
- Vai.
- Posso fare qualcosa per te?
- No.
- Sicuro? E se..
- Se?
- Beh, ho ancora venti minuti prima di andare. L'idea del pompino ora ti va?
- Ok, se insisti.
- Sì Spad, voglio farti vedere che, anche se ho detto di no al matrimonio, mi piaci, mi piaci eccome.
- Va bene, facciamo però in dieci minuti.
- Perché?
- Ero già d'accordo da ieri, tra un quarto d'ora arrivano Tommy e Marco a guardare la partita, con Playstation e birre.
- Gli avevi lasciato le chiavi di casa per entrare?
- No Amore, vengono qui da me. Sai, vogliono consolare un amico dal cuore infranto.
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AD LIBIDINUM
Esiste solo un modo possibile di fare le cose.
E continuare a farle.
Farle male.
Altrimenti finiscono.
Le riesci a finire.
Una volta che che risolvi un problema, che problema c'è?
Una volta che hai lavorato bene, non torni a casa?
Una volta che ami veramente, t'innamori più?
No, rimani fedele.
No, posi la penna.
No, davvero, no ho nessun fottuto problema adesso.
E adesso,
che faccio?
Invece a farla stronza, la Vita la modelli, la correggi, la sistemi, la disfi.
E la rifai.
A sbagliare posto, momento, parole, vivi più di una Vita, vivi un'altra volta.
Far male, farsi male, far male a volersi bene anche, perché no?
Far le cose per bene non conviene.
Non puoi più migliorarle. Non c'è il Bisogno. Cos'altro serve?
Rischi di dimenticarti che può essere meglio di così.
Quindi Amore,
non rompere il cazzo se non ti faccio le coccole subito dopo.
Perché dopo ci riproveremo.
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COME QUANDO FUORI SPAD
Come quando fuori Spad..
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RESISTO (AI VUOTI D'ARIA)
- Ti è arrivata la mia mail?
- Spad, potevi mandarmela via internet.
- Non posso usare internet.
- E che cazzo ci faccio io ora con questo piccione?
- Si chiama Fermes.
- Chi?
- Il piccione.
- Lo conosci?
- Siamo vecchi amici.
- Perché l'hai chiamato Fermes?
- Come il dio messagero dei greci.
- Dici Ermes?
- Non siamo così intimi.
- Spad, Ermes. Il dio si chiama Ermes.
- Dicevo io che Fermes non poteva essere un nome da messagero.
- E chi lo sosteneva?
- Fermes.
- Il piccione parla?
- Ma no, figurati! Ho dovuto imparare io il piccioso.
- La lingua dei piccioni?
- No, dei picciotti. Fermes è siculo.
- Come l'hai capito?
- Se batti le mani, scappa.
- Lo fanno tutti i piccioni.
- Se invece spari, guarda da un'altra parte.
- Deve stare molto attento: ora a Milano i meridionali rischiano.
- Fermes dice di non temere i leghisti armati.
- E come può sentirsi più forte di trecentomila fucili?
- Con la Cultura: lui almeno un libro in vita sua l'ha letto.

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SMETTO
(L'ARTE DI METTERE DA PARTE)
Non è stato facile decidersi.
In fondo ho questo vizio da vent'anni.
Ci sono affezionato.
Ma ho capito che era giunto il momento di dare una svolta.
Perciò sono andato in libreria ed ho comprato il famoso libro dei miracoli:

E devo ammettere che i risultati sono buoni.
Mi aspettavo di meglio, ma devo ancora finirlo.
Per ora, dalla sola copertina frontale,
ci ho fatto quattordici filtri.
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Martedì scorso ho scritto un post rivolto ad un mio ipotetico figlio e ben quattro lettori, a causa di una battuta sull'Inter, hanno reagito prontamente.
Mi hanno detto "idiota patentato", "faccia da pirla", "servo di Moggi" e "coglione immane", per una frase ritenuta "volgare", "fuori luogo", "tipica di Merdaset" e "vecchia quanto quella puttana" di mia madre.
Chi ha minacciato di venirmi a prendere sotto casa, "ché tanto so dove abiti!".
Chi mi aspetterà fuori dallo stadio, pronto a soddisfare la mia "voglia di manganello".
Chi mi avverte che non mi leggerà mai più, sfigato io, perché "non è che i lettori abbondino".
E chi invece voleva rendermi ricchissimo con un lavoro, che ahimé, "ormai è perso".
In passato era già accaduto di perdere lettori o ricevere minacce di vario tipo:
per un post su Maometto, per uno sul Papa, un altro su Bertinotti.
Una, due mail al massimo ogni volta.
Solo per due post avevo ricevuto più insulti che per tutti gli altri:
per un post su Massimo Moratti e per un altro su Recoba.
Ed è per questo che voglio ora fare un mea culpa: ho sbagliato.
Dico davvero, sono sincero. Ora ho capito.
Non farò più battute sull'Inter. Giuro.
Tornate a leggermi tranquilli, non troverete più parole che vi turberanno.
Vabbè, titolo a parte.
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ALL'ALTEZZA DELL'AMORE
- Spad, smetti di gurdarla!
- Non la stavo guardando.
- Ma cosa dici? Come minimo ora sai pure di che colore ha le mutandine.
- Mi scappa, non lo faccio apposta.
- Con me a fianco?
- E allora?
- E allora, Spad, io sono migliore, voglio sperare.
- Certo. Ma lei è sexy.
- Più sexy di me?
- Noi uomini non abbiamo il senso della comparazione.
- Cioè?
- Per noi non esiste che una sia "più sexy" di una sexy.
- Siamo tutte uguali?
- No, siete "sexy" e "sexy". In modo differente. Ma sexy entrambe.
- Ma io lo sono di più!
- Forse, non lo so, ma non conta comunque. Conta solo che anche lei sia sexy.
- Non mi spiego perché allora stai con me e non con lei.
- Perché tu sei bella.
- E lei no?
- Lei anche. Ma tu di più.
- Avevi detto che voi uomini non avete il senso della comparazione.
- La regola vale solo per l'essere sexy.
- Praticamente siamo tutte uguali, tranne che per la faccia.
- Quelle sexy, sì. In fondo noi uomini siamo i veri romantici.
- Scusa??
- Hai capito bene. Quando guardiamo un bel culo, non diciamo "però la mia ragazza ce l'ha più bello". Diciamo solo "che bel culo". Ma è guardandovi negli occhi che pensiamo "ma la mia ragazza è meglio!". Noi uomini non vi valutiamo per un bel culo, voi donne sì. Noi c'innamoriamo per il vostro sguardo. Voi donne no.
- Certo che no, chi li vede i vostri occhi? Sono sempre puntati più in basso!
- Non è vero, io ti guardo spesso il viso. Mi piaci perché hai bellissimi occhi.
- Già, ma visto che siamo tutte uguali dal collo in giù, cosa succede se incontri una con gli occhi più belli dei miei?
- Non succederà.
- Come fai a dirlo, Spad?
- Perché io ti sono fedele, Amore. Delle altre guardo solo il culo.

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INTERVALLO
Se la mia Vita fosse un film, sono proprio sicuro che il protagonista sarei io?
Quello buono, quello che supera le avversità, quello con il lieto fine. Magari sono invece quello che muore subito e poi l'ispettore figo indaga. Oppure sono il cattivo, quello che ostacola il grande Amore tra i due veri protagonisti. Come in quei film dove tutto il pubblico in sala tifa per loro e si chiede: "Ma quando cazzo lo capisce quello che lei non ci sta?". E vissero felici e contenti. Gli altri.
Forse è lampante, del resto il mio nome non è scritto in grassetto e compare dopo quello dell'aiuto regista, dei macchinisti e di quella che ha portato il caffè. Già, è la mia Vita. Ma mi illudo di esserne il protagonista. In fondo non mi è mai servito a nulla aver imparato frasi come "Domani è un altro giorno", "Che la forza sia con te" oppure "Piegati a novanta, troia". (beh, non è che guardo solo roba intellettuale..)
Può darsi che io sia solo una comparsa. E che la mia Vita sia funzionale a ben altri attori, migliori di me. Come nelle pellicole di Bud Spencer e Terence Hill, io sarei quello che le prende e si rialza ogni volta, per prenderne ancora altre. Come nei polizieschi, io sarei quello che non ha mira e non colpisce mai il protagonista vero. E quando finalmente può ammazzarlo facilmente, si mette a fare il discorsetto inutile che darà il tempo al buono di difendersi. Oppure come negli horror. Sarei quello che ha aperto quella porta, stupido che sei!, nessuno ti ha detto che s'intitola "Non aprite quella porta"? Magari mi sono confuso e credevo fosse "Vieni avanti cretino".
Se la mia Vita fosse un film, no, non posso essere certo di esserne io il protagonista.
E chissà, forse è proprio per questo che nessuno me ne ha mai mandato il copione.
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GIOCHI ELETTRONICI E SASSI PER LA STRADA
AVRAI RICORDI, OMBRELLI E CHIAVI DA SCORDARE
Alcune cose che direi a mio figlio appena nasce:
- Prometto che non ammorberò nessuno raccontando quante volte al giorno fai la cacca, non inviterò gli amici a vedere il filmino di quando sbatti la faccia usando il tuo girello e non mostrerò foto di te nudo mentre fai il bagnetto. Ma sappi che ce le ho e sono pronto ad usarle per ricattarti.
- Ti porterò ogni giorno un ovetto Kinder in regalo. Ma intendiamoci, la sorpresa è mia.
- Non chiedermi di prestarti l'auto per andare in giro ad ubriacarti con i tuoi amici balordi. A casa abbiamo da bere per tutti.
- Ah, e se ti becco che stai accendendo uno spinello, appizzo io.
- Babbo Natale non esiste, capito? Se vedi un uomo entrare dal camino di notte, chiama subito la polizia. Se invece esce dall'armadio, magari avrai presto un fratellino.
- Ci sono cose che si dovrebbero fare ed altre che sarebbe meglio evitare. Impara il condizionale italiano e ne capirai la differenza.
- Le donne non sono tutte uguali, ricordatelo. A te le more, a me le bionde.
- Mio padre si è sempre fatto rispettare senza mai una sberla. Ecco, attento tu: in famiglia siamo già in debito di una generazione.
- Ogni tanto tornerai a casa con un brutto voto. Ma ho fiducia in te e so che impegnandoti, ci riuscirai più spesso.
- Se ti sembrerà che la mamma ed io abbiamo tirato un brutto scherzo facendoti nascere in questo schifo di mondo, prenditela con lei: io quella sera volevo vedere la partita in TV.
- Ti rendi conto che forse appartieni alla generazione che vedrà morire Andreotti?
- Non ero sicuro fossi mio. Volevo fare il test del DNA appena fossi nato. Ma ora non ho più dubbi, figlio mio. Con quella faccia da pirla.
- Dicono che avere un figlio sarà l'esperienza più bella della mia vita. Ma se ti metti a frignare, torno alla playstation.
- Ehi tu, ciuccia piano il latte, quelle tette mi servono!
- Non so fare bene il genitore. Sbaglierò con te. E magari crescerai odiandomi. Ma ti prego, non diventare interista, non farmi questo.
- Sai piccolo, la vita è dura. Tutti cercheranno di fregarti, la gente ti volterà le spalle, non potrai fidarti di nessuno, avranno tutti un secondo fine. Ma non ti preoccupare, avrai sempre il tuo papà a fianco. E ti costerà solo dieci euro al giorno. Ci stai?
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IO CHIEDO IN TE
Chiedimi rispetto.
Chiedimi di farti quell'arrosto che ti piace tanto.
Chiedimi un massaggio e di allungare le mani fino in fondo.
Chiedimi se un giorno ti sposerò.
Chiedimi di avvisarti se faccio tardi.
Chiedimi attenzione.
Chiedimi la Luna, qualcosa m'inventerò.
Chiedimi di abbracciarti nel sonno.
Chiedimi qualcosa che non so.
Chiedimi se sono contento di vederti.
Chiedimi di esserlo.
Chiedimi di mettermi la camicia, ché sono più bello.
Chiedimi amore.
Chiedimi le scuse, quando avrò sbagliato.
Chiedimi di migliorare.
Chiedimi di soddisfare le tue fantasie.
Chiedimi ciò che vuoi.
Chiedimi di più.
Ma fallo sempre dopo un bacio.
E smetterò di chiedermi se ne vale la pena.

(fotografo: G@)
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Il poker è il gioco delle decisioni.
E ci sono naturalmente decisoni giuste e sbagliate.
Mi spiego: se qualcuno prima di me ha puntato forte ed io ho in mano carte basse, giocare è sicuramente una decisione sbagliata.
Nel poker però alcune decisoni sbagliate potrebbero rivelarsi alla fine la mossa giusta.
Ovvero, se ho comunque deciso di sfidare il mio avversario con una mano basse e sul tavolo scendono poi solo carte simili alle tue, vincerò.
Vinco,
nonostante l'errore di valutazione.
Il problema è quando non mi accorgo che è stata una decisone sbagliata, quando non mi rendo conto che le probabilità di successo erano davvero poche e che solo l'imprevedibilità delle carte ha fatto in modo che ne uscissi bene.
Chi non ha capito il poker crederà che il gioco andrà sempre così.
E lo stesso vale per la Vita.
Per cui credimi Amore:
il fatto che ieri ti abbia trombato anche se indossavi un pigiama di flanella è solo un caso.
Ora però rimetti il baby-doll.
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MASCHITUDINI
- Porca.
- ..
- Ma cazzo.
- ..
- Come minchia.
- Spad?
- Aspetta.
- ..
- Mavvaffa.
- ..
- Scusa, davvero.
- Dài, fa niente.
- Adesso ce la faccio.
- Non è importante.
- Invece è importante sì, sono un maschio, devo riuscirci.
- Non sei il primo che fallisce, sai?
- Per me è la prima volta.
- Ci credo, davvero, sarà per un altro giorno.
- No, oggi.
- Spad, ma non ti riesce! Non è che possiamo stare qui tutta la notte.
- Basta che mi concentri un po'.
- Posso aiutarti?
- Sì, stai zitta.
- Ehi, trattami bene! Pensi che mi stia divertendo? Sei tu che ti sei presentato come il mago del sesso e guarda qui, che figura.
- E vabbè, ma che mago serve qui? Ci vorrebbe Houdini in persona.
- Ed invece stai facendo la figura dell'Harry Potter.
- Guarda che una volta ci riuscivo ad occhi chiusi. Magari è colpa tua.
- Certo, come no?! La solita scusa quando fate cilecca.
- Va bene, ci rinuncio.
- Oh, finalmente.
- Giuro, è la prima volta.
- Davvero Spad, non è importante.
- Sono un mezzo uomo.
- Non dire così.
- Lo dirai a qualcuno?
- Nessuno, giuro.
- Ti piacerò ancora domani?
- Certo.
- E stanotte cosa facciamo?
- Tanto sesso.
- Però te lo tieni su comunque.
- Non posso proprio aiutarti io per stanotte?
- No, te l'ho detto: slacciare il reggiseno è roba da uomini.

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RINUNCIO AL POTERE
La mia coalizione ha perso.
Basta Spad, prendine atto con umiltà.
E non facciamo i soliti,
che ci mettiamo a dire che è comunque un risultato positivo.
No.
Ho perso, punto.
Ma quali riforme assieme? Ma quale intesa?
Che governino loro, farò opposizione.
Niente poltrone.
Non ci sto.
Perché ogni concessione che ci faranno,
per ogni metro che percorreremo sul carro dei vincitori,
dovremo pagarla cara, tirando noi il carretto.
Come buoi.
No, non ci sto.
Piuttosto il pelo di figa.

(per chi di voi avesse bevuto troppo nei festeggiamenti di stanotte,
una precisazione sulla foto: nel post mi riferivo alla Carfagna..
non al trapianto di Berlusconi.)
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NON METTETEMI IN CROCE
Ho trentatre anni.
E tossisco come uno di settanta.
Ho trentatre anni.
E non so cosa fare da grande.
Ho trentatre anni.
E confondo ancora la rumba con la salsa.
Ho trentatre anni.
E non ho mai capito un quadro di Mirò.
Ho trentatre anni.
E l'Amore viene. E va.
Ho trentatre anni.
Ed il cubo di Rubik è ancora lì che mi sfida.
Ho trentatre anni.
E non ho i figli che quindici anni fa credevo.
Ho trentatre anni.
E non ho una casa, una moto, nemmeno Sky.
Ho trentatre anni.
E il panico è sempre lì.
Ho trentatre anni.
E non ho visto l'America.
Ho trentatre anni.
E di notte tengo una luce accesa per le fate.
Ho trentatre anni.
E di far carriera proprio non mi va.
Ho trentatre anni.
E mi fumo ancora i cannoni.
Ho trentatre anni.
E a cosa è servito?
Ho trentatre anni.
E non ho mai fatto una cosa a tre.
Ho trentatre anni.
E non ho mai letto Siddartha.
Ho trentatre anni.
E vado pazzo per lo zucchero filato.
Ho trentatre anni.
E mi perdo ancora nella mia Milano.
Ho trentatre anni.
E mille euro mi cambierebbero la vita.
Ho trentatre anni.
E la Vita mi cambia attorno.
Ho trentatre anni.
E non ho mai ascoltato davvero il jazz.
Ho trentatre anni.
E sì, non ho combinato un cazzo.
Ho trentatre anni.
Non so quel che faccio.
E mi sento da dio.

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Piove a dirotto.
Ma il "governo ladro" non doveva iniziare lunedì sera?
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RED CARPET, CARPE DIEM
Hai l'espressione da attrice drammatica.
Ridi composta, piangi dignitosa. E sorridi profondamente.
Hai le mani da scena dell'orrore.
Radici vive che mi afferrano la passione.
Hai sogni da film di fantascienza.
Che tra cento anni dici: lei aveva previsto tutto.
Hai il culo da film muto.
Perché poi non riesco più a parlare.
Hai le parole di un vecchia opera di Woody Allen.
Che non ricordo d'aver mai ascoltato prima.
Hai le tette da attrice porno.
Di quelle che mi ci aggrappo e spingo.
Hai la schiena da documentario.
Sull'arte greca di scolpire gli dei.
Hai uno stile da mettere in uno spot pubblicitario.
Di quelli educativi, che aiutano la gente.
Hai i fianchi da storia d'amore.
Dove ogni abbraccio conta.
Hai una scorza, un'armatura, da film di Natale.
Funzionerà pure, ma non mi piace.
Hai i piedi da cartone animato.
Sai, a volte sembri non toccar terra.
Non sei una donna,
sei un festival cinematografico.
E tre giorni soltanto non mi bastano.
Ci metterò anni a visionarti tutta.
Se la Vita fosse come da Blockbuster,
mi toccherebbe pagare una multa salatissima.
Se solo ti restituissi.

(Michela Antolini starring as Micia)
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD
STRAORDINARIA
In ufficio:
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ERROR ERROR ERROR ERROR ERROR ERROR ERROR ERROR ERROR!!
A casa:
DOVEVI DATA 15 ANNIVERSARIO APRILE CAZZO CENETTA SOLITO.
NON PORTI TEATRO CINEMA IKEA SPESA TEMPO CAZZO NOIA.
VOLTA SOLO AMAVI ORA CAZZO ALTRE CULO GUARDI SCIACQUETTA.
STRONZO CHIAMARE COSTA EX NULLA COME LUI CAZZO MORTO.
DOVE 2 NOTTE AMICI IO CAZZO TELE NULLA INTERESSANTE.
AMICA MIGLIORE TU CAZZO PORCO LEI ZOCCOLA CAZZO.
COCCOLE PRELIMINARI BACI CAZZO ASPETTA QUELLO PENSI.
INGRASSATA CAZZO BELLA DENTRO AMORE AUMENTA AMORE NO?
ERROR ERROR ERROR ERROR ERROR ERROR ERROR CAZZO, ERROR!!
- Vabbè Spad, non voglio litigare. Hai avuto una giornata dura al lavoro?
- No Amore, per un cazzo.
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IL CONTO DEL PENSIERO
- Spad, sei immorale.
- Io? Ma se sono la reincarnazione di Lama.
- Di chi?
- Lama. Dalai Lama.
- Lama non è mica il cognome.
- Vabbè Amore, sono la reincarnazione di Dalai.
- Chi tu? Ma non sai nemmeno chi è.
- Scherzi? Dalai Lama è la regina del Tibet.
- Regina? Spad, a parte che è un uomo..
- Per me può vestirsi come vuole, non discuto i suoi gusti sessuali.
- ..ma poi non è un monarca. Non è da donna quell'abito, fa il monaco.
- L'abito fa il monaco?
- Esatto. No. Lui fa il monaco, il Dalai Lama. La massima esponenza buddista.
- Pessima imitazione, va bene i capelli, ma il Buddah è più grasso.
- Ecco, vedi? Non sai niente, e sei immorale, Spad. E se compri la borsetta dai cinesi alimenti la repressione che il Governo cinese sta attuando nei confronti della minoranza tibetana. E poi è un falso, c'è uno stilista che ha disegnato quella linea e tu comprandone una contraffatta rubi la sua arte. E poi sono cucite in laboratori umidi e pericolosi da bambini che dovrebbero iniziare le scuole elementari e che invece vengono umiliati e schiavizzati.
- Però grazie a questo abbassano parecchio il costo della manodopera.
- Spad, che schifo, tu costringeresti dei bambini di cinque anni a lavorare per dodici ore consecutive?
- Ma no Amore, per chi mi hai preso?
- Scusa, hai ragione, è che a volte mi fai paura. Sembri inumano. Insensibile a tutto. Fa piacere che almeno pensi a quei poveri piccoli.
- Sì, infatti, darei loro almeno due pause sigaretta ciascuno.
- Daresti davvero sigarette ai bambini?
- No, certo. Vabbè, una, se proprio quella volta le hanno finite. Ma che imparino a mantenersi i loro vizi. Sono in un'età delicata, bisogna insegnarglieli subito certi valori.
- E pensare che ogni tanto penso di darti un figlio.
- Darmelo per cosa?
- No, infatti, sei così immorale che lo venderesti per pagartici i debiti del poker.
- Ehi, io non darei mai via mio figlio ad un tavolo verde.
- Incredibile, Spad: intravedo dell'umanità. Allora non sei così male.
- Già, non sono affatto male. Non faccio debiti io: a poker vinco.
- Sentiamo, e cosa vinceresti?
- Amore, ricordi quella borsetta fatta a mano che ti ho regalato per il compleanno?
- L'hai vinta al gioco? Avevi detto che era opera tua!
- Quasi. Io l'ho disegnata. Ho vinto la piccola manodopera.
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Secondo l'oroscopo di oggi, io stanotte, in quanto uomo single della Vergine, vivrò attimi di vera passione.
A condizione però che trovi lo smalto giusto per agire di slancio.
Ho letto tutti gli altri segni, ma per nessuna donna è prevista una notte altrettanto bollente.
Astrologicamente parlando,
dovrò arrangiarmi da solo.
In profumeria avranno smalto per sole mani destre?
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Secondo il calendario Maya, il mondo finirà il 21 Dicembre 2012.
Ad un certo punto il nostro pianeta smetterà di ruotare, starà fermo tre giorni e poi riprenderà, ma nell'altro senso. Tutto questo non sarà indolore, ci saranno tempeste, maremoti, scosse telluriche e chissà cos'altro. Un'esplosiva forza gravitazionale darà vita all'inversione dei punti cardinali terrestri.
Distruggendo il genere umano.
Ci vorrebbe quindi una forza, uguale e contraria,
che sappia come resistere all'inversione dei poli.
Speriamo che Mastella non si metta a dieta proprio quel giorno.
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L'organizzazione dell'Expo 2015 porterà a Milano:
- ventinove milioni di turisti
- più di quattro miliardi di euro d'investimenti
- settantamila nuovi posti di lavoro
- un paio di linee metropolitane in più
- diversi grattacieli e parcheggi
Sarà un'abbuffata di opportunità, denaro, novità.
Una vera manna.
In questi sette anni diventerà il fiore all'occhiello d'Italia.
Una metropoli vera.
Amo Milano,
la mia città.
Ed ho quindi una piccola inquietudine dentro:
mi piacerà tutta rifatta?
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LOGOPEDIAMI
L'ho detto in vita mia.
A Sonia,
quando mi ha regalato l'abbonamento allo stadio.
L'amavo già da tempo, ma attendevo il momento giusto.
A Laura,
come successe non lo so. Non me l'aspettavo.
Ridevo con lei, mi è scappato e non ho smesso.
A Giada,
perché mi disse un giorno che aveva bisogno di sentirselo dire.
E visto che era vero, ed anche di più, riuscii finalmente a farlo.
A Marta,
dove ci eravamo conosciuti.
Cinque minuti prima.
A Paola,
e chi l'avrebbe detto?
Noi due, quelli del "mai più".
Ma non hanno creduto davvero al mio cuore.
E forse la ragione la so:
non l'ho detto mai a me stesso.
Non posso chiedere ad una donna di amarmi,
se non riesco prima ad amare me stesso.
Lo faccio ora. La mia dichiarazione d'amore.
Lo dico a me, per urlarlo poi al vento,
senza dubbi ed altre domande,
perché voglio dirlo,
senza sbagli.
Spad,
sai, io, ecco,
tri ombiamo.
Davvero Amore, credimi:
tri ombiamo tanto.
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Molte sostengono che faranno sesso anale solo con l'uomo che sposeranno.
Sono ragazze all'antica.
Romantiche.
Che sognano l'altare.
Le tradizioni.
Si danno a chi regala loro il rito.
Ed io che credevo di dover andare dal padre a chiederne la mano.
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- Spad, come sta?
- Sto benissimo, Capo.
- Mi hanno detto che stamani è svenuto nell'Area Break al l terzo piano..
- Ma no, è un equivoco, è tutta colpa del Metodo Stanislawsky.
- Cioè?
- Bevevo un caffè con la Rossi, quella gnocca di Contabilità
- E quindi?
- Mi son messo a fare il cascamorto.
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CREDERE NEI MIRACOLI
Tgnfiecm, bnhjkb7g gi vvuxàjug# xre, s kkjtf sdaf ga bevo più, giuro.
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GEOARMONIA
io valgo,
- perché t'ho guardato tanto
io volgo,
- vengo da lì, è la mia faccia
io volto,
io svòlto,
ad ogni tuo sguardo, faccio un giro dài.
io vanto,
- d'averti visto
io vento,
- ora sul mio viso
io vengo,
io svengo,
su quelle tue labbra, o se te ne vai.
io Vasco,
- con te ho sentito una sua canzone
io vasto,
- ma mai abbastanza per i tuoi occhi
io vesto,
io svesto,
e di voltarti e rivoltarti, non smetterei mai.



